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Luigi Salsini, giornalista
Il mio sguardo sui luoghi e sul gustoArticoli, esperienze e segnalazioni di Luigi Salsini

La sfida del vino a quasi 1.300 metri: in Sila Tenute Madeo esplora nuove frontiere della viticoltura.

A Cava di Melis, nel comune di Longobucco, in provincia di Cosenza, un ambizioso progetto vitivinicolo che si inserisce tra le esperienze più interessanti della viticoltura di montagna. Nel cuore del Parco Nazionale della Sila, la famiglia Madeo, affiancata dal consulente enologo Vincenzo Mercurio, punta sulle potenzialità di un territorio dalle caratteristiche ambientali particolari.

La viticoltura calabrese esplora nuovi orizzonti nel cuore della Sila. A quasi 1.300 metri sul livello del mare, nella suggestiva località di Cava di Melis, la famiglia Madeo ha realizzato un vigneto che si distingue per la sua collocazione altimetrica, inserendosi nel panorama delle esperienze europee di viticoltura di montagna e aprendo prospettive interessanti per la produzione enologica regionale.

Siamo nella Sila Grande, in uno scenario di straordinaria bellezza affacciato sul lago Cecita. Qui prende forma un’iniziativa che unisce passione, innovazione e un profondo legame con il territorio, attraverso un lavoro attento e costante dedicato alla cura delle viti.

Il vigneto, esposto a sud-est e caratterizzato da suoli granitici, ospita esclusivamente varietà internazionali. Una scelta sperimentale che punta a studiare il comportamento delle uve in un ambiente segnato da temperature fresche, importanti escursioni termiche e stagioni vegetative più brevi, con l’obiettivo di ottenere vini dalla spiccata freschezza, eleganza e intensità aromatica.

A seguire il progetto è il consulente enologo campano Vincenzo Mercurio, che evidenzia come il cambiamento climatico stia progressivamente ridisegnando la geografia della viticoltura, aprendo nuove possibilità anche in territori finora poco esplorati.

Vincenzo Mercurio, enologo e consulente

“Il clima cambia e cambiano le sfide della viticoltura”, osserva Mercurio, sottolineando il valore di una sperimentazione che porta la vite a confrontarsi con condizioni ambientali particolarmente impegnative.

A rendere interessante questa esperienza sono anche le caratteristiche del territorio, influenzate dalle correnti provenienti dallo Ionio e dal Tirreno.

“Qui abbiamo la capacità di raccogliere tutta l’energia della luce del sole e dei venti che arrivano dallo Ionio e dal Tirreno e accarezzano queste viti, che affondano le radici in un suolo granitico. Un terreno che potrà donare grande sapidità e verticalità ai vini. Ce li immaginiamo freschi, sapidi, verticali e di grande intensità aromatica”, spiega Mercurio.

Ma quella di Cava di Melis è anche una storia di radici e appartenenza. A raccontarla è Stefania Fiore, della famiglia Madeo, che sottolinea il profondo legame affettivo con questo angolo di Sila.

“Questo è un territorio al quale la nostra famiglia è molto affezionata, non soltanto perché è originaria proprio di Longobucco, ma perché questo luogo rappresenta il cuore della nostra tenuta. È un posto incantevole, bellissimo, che si affaccia sul lago Cecita. Qui abbiamo sognato, desiderato e realizzato questo vigneto, con l’intenzione di creare nuovi vini d’alta quota davvero interessanti”.

Cava di Melis

La sfida resta impegnativa. Gelate, imprevedibilità meteorologica e tempi di maturazione richiedono una gestione attenta e costante. Ma proprio queste condizioni rendono l’esperienza significativa in una fase in cui il settore vitivinicolo è chiamato a confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico.

Il progetto della famiglia Madeo va dunque oltre la semplice coltivazione della vite in montagna. È una scommessa sulle potenzialità di un territorio ancora poco esplorato dal punto di vista enologico, con l’ambizione di dare vita a vini capaci di esprimere una nuova identità calabrese. Una storia di passione e determinazione che, dalle montagne della Sila, guarda al futuro della viticoltura.